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Storia

Tutto è iniziato nel luglio 2006, quando il Governo Prodi approvò, il cosi dett “Decreto Bersani” che prevedeva la liberalizzazione delle licenze taxi. Nei successivi 60 giorni, necessari affinchè il Decreto approvato venisse convertito in Legge, l’Uri – Unione dei Radiotaxi d’Italia, mise in campo una durissima e capillare azione di lotta da parte di tutta la categoria, sull’intero territorio nazionale, come non era mai successo prima di allora. Il risultato fu quello di far retrocedere il Governo dalle proprie posizioni, mantenendo il “divieto di cumulo delle licenze” che nel caso fosse stato tolto, avrebbe consentito di riformare la nostra attività e il nostro lavoro, concedendolo inevitabilmente in mano alle grosse società di capitali.

In quel frangente, tutti i tassisti d’Italia si resero conto dell’importanza che ebbe il ruolo svolto dall’Uri e della forte capacità organizzativa che era riuscita a muovere ed unire, per la prima volta nella storia in maniera così massiccia, i tassisti dell’intera Nazione. I tassisti di tutta Italia si resero anche conto, guardando al futuro, che tutti insieme, avremmo potuto esprimere una grandissima capacità di incidere sulla vita politica e decisionale del Paese, cosa indispensabile per raggiungere importanti risultati di cui la categoria ha estremamente bisogno.

Ma un’altra cosa compresero chiaramente molti colleghi in seguito a quella difficile esperienza: che i loro interessi non potevano più essere difesi esclusivamente dai classici Sindacati Confederali e che occorreva quindi organizzarsi in maniera forte ed autonoma, per riuscire ad avere sufficienti garanzie di sopravvivenza in della propria attività.

Naturalmente, anche i rappresentanti del Governo si resero conto della fortissima capacità organizzativa che l’Uri era riuscita ad esprimere in quella circostanza, tanto che, ad un certo punto, quando si stava concretizzando un nuovo attacco nei confronti della nostra categoria, c’era una differenza rispetto al luglio 2006: l’Uri “non essendo un sindacato” (così dicevano), non avrebbe più potuto partecipare al tavolo delle trattative con il Governo e non ci sarebbe stata quindi neanche la possibilità di difesa.

È evidente che questa posizione era più che condivisa da tutti i sindacati confederali, che si sarebbero “liberati” di un avversario scomodo che nel luglio scorso, raccogliendo un consenso pressoché unanime di tutti i tassisti sull’intero territorio nazionale, gli aveva “rotto le uova nel paniere” azzerando tutto ciò che loro stessi avevano segretamente progettato e pianificato col Governo (Legge Bersani…).
Fu questo il principale motivo per cui è nata Uritaxi:
Nel corso dell’Assemblea dell’Uri del 25.09.2006, fu espressa l’intenzione di volersi dotare di un vero e proprio Organismo di Rappresentanza Nazionale dei Tassisti.

In quella circostanza, molti rappresentanti dei radiotaxi, capirono immediatamente la necessità ormai indifferibile e l’importanza di disporre di un Organismo di Rappresentanza dei tassisti, solo dei tassisti, che non doveva difendere interessi di altra natura.
Altri invece non furono subito d’accordo nell’affrontare un percorso così difficile perchè si sarebbero messi contro i poteri forti e ormai troppo radicati dei sindacati esistenti.
Alcuni di loro, infatti, si astennero o votarono contrari a tale decisione. Altri addirittura non erano d’accordo che l’Uri avesse ostacolato il decreto Bersani, minacciando di uscire dall’Associazione se fosse passata la proposta di costituire un nostro Sindacato. E così avvenne con l’8585 di Milano.
Ciò nonostante, al termine di quell’assemblea dell’Uri del 25.09.2006, la quasi totalità dei responsabili dei radiotaxi di tutta Italia presenti, decise di dar vita a Uritaxi.
Successivamente, in attuazione di quanto deliberato da tale Assemblea dell’Uri, fu subito incaricato uno Studio di avvocati per predisporre una prima bozza dello Statuto del Sindacato Uri-Taxi che, una volta visionato e corretto da tutti i rappresentanti dell’Uri, il giorno 20 gennaio 2007, fu portato dinnanzi al Notaio Franco Formica di Roma per la vera e propria Costituzione del Sindacato, alla presenza di molti tassisti di diverse città sparse sul territorio nazionale, per fare in modo che il Sindacato nascente fosse il più possibile rappresentativo delle esigenze di tutti i tassisti d’Italia.

ANSA - 20 gennaio 2007:
NASCE “URITAXI”, L’UNIONE DI RAPPRESENTANZA ITALIANA DEI TASSISI
Oggi, a Roma, è stata costituita l’Unione di Rappresentanza Italiana dei Tassisti, denominata “URITAXI”, organizzazione culturale, autonoma, apolitica e apartitica, che persegue lo scopo della rappresentanza unitaria a livello sindacale, economico, sociale, politico ed istituzionale della categoria dei Tassisti.
Essa nasce in seguito alla sollecitazione da parte di migliaia di tassisti, sparsi su tutto il territorio nazionale, nei confronti dei rappresentanti dell’URI, Unione dei Radiotaxi Italiani, famosa per aver condotto le note battaglie dei tassisti contro le liberalizzazioni del servizio taxi previste dal cosiddetto “decreto Bersani”.
L’URITAXI si contraddistingue, statutariamente, per l’estrema democraticità e trasparenza di elezione degli Organi Centrali e Periferici che garantisce a tutti i tassisti iscritti la massima partecipazione attiva ed elettiva all’interno dell’Unione.
La Struttura sarà composta dagli Organi centrali che sono L’Assemblea Nazionale, il Presidente Nazionale e i Vice-Presidenti, la Direzione Nazionale, il Segretario Generale, il Collegio dei Probiviri e dagli Organi Periferici che sono le Federazioni Comunali, Provinciali, Regionali e i Presidenti, Vice-Presidenti e Segretari delle Federazioni Comunali. Provinciali, Regionali.
Alla guida dell’Associazione è stato eletto, all’unanimità, il presidente della Cooperativa Radiotaxi 3570 di Roma, Loreno Bittarelli, che avrà il compito di provvedere a dare attuazione operativa allo Statuto per la sollecita costituzione di tutti gli Organi centrali e periferici dell'Unione.

E subito la prima battaglia:

Non appena costituito il Sindacato, avemmo subito la conferma che la scelta fatta sarebbe stata utile e lungimirante per la categoria.
Il Governo tornò infatti di nuovo alla carica, con un nuovo Disegno di Legge che, con il pretesto dell’istituzione di alcuni servizi innovativi, avrebbe di fatto introdotto le società di capitali nella gestione del nostro lavoro e delle nostre licenze.
L’azione di Uritaxi, che ne frattempo aveva già raccolto migliaia di adesioni in ogni parte d’Italia, anche in quel frangente fu determinante.
Proclamammo un primo sciopero e organizzammo una imponente manifestazione nazionale a Roma, l’8 maggio 2007, con l’appoggio solo di alcune sigle sindacali, ed ottenemmo subito una serie di incontri con autorevoli esponenti del Governo e dell’opposizione, che ci garantirono di portare un nostro emendamento in Aula.
Il 31 maggio 2007, giorno della votazione dell’emendamento, anche tutte le altre sigle sindacali furono costrette ad unirsi a noi, ed ottenemmo insieme l’approvazione pressoché unanime da parte della Camera dei Deputati del nostro emendamento, che scongiurava l’affidamento dei servizi innovativi alle aziende private, prevedendo che nel caso tali servizi venissero immessi, sarebbero stati svolti dalla nostra categoria. Il Disegno di Legge, che deve ancora essere sottoposto all’approvazione del Senato, è tutt’ora sotto la nostra continua osservazione, perché potrebbe essere ancora emendato e stravolto rispetto a quanto precedentemente concordato col Governo.
Da cosa si differenzia Uritaxi rispetto gli altri sindacati:
Uritaxi è una grande forza costruita per difendere e migliorare il nostro lavoro.
Prima d’ora non era mai successo che i tassisti riuscissero a creare un loro Organismo nazionale di rappresentanza unitaria della categoria. Con Uritaxi, ciò è divenuta realtà.

Uritaxi è l’unico grande Organismo nazionale composto statutariamente da soli tassisti e che non prevedere al proprio interno la possibilità di accesso ad altre categorie. Questo perché gli interessi della nostra categoria non possono essere rappresentati sino in fondo da Organismi che tra i loro iscritti annoverano soggetti appartenenti a categorie diverse, spesso nostri concorrenti, quali ncc, bus, taxibus, ecc..

Inoltre, il tradizionale sistema di rappresentanza della nostra categoria è molto debole, a causa del frazionamento della categoria conseguente al fatto che la figura del tassista, dal punto di vista giuridico, fiscale e previdenziale, può essere inquadrata sotto diverse forme, ed esattamente come artigiano, come dipendente o socio di cooperativa di lavoro. Questo fattore è quello che determina la presenza di una moltitudine di sindacati dei tassisti che sono, per l’appunto, associazioni o sindacati degli artigiani, dei dipendenti e delle cooperative.
È quindi evidente che gli interessi in campo da conciliare, spesso anche contrapposti, diventano davvero troppi per poter essere tutti rappresentati al meglio.
E inevitabilmente, a farne le spese sono solo i tassisti.
Uritaxi si contraddistingue da tutti gli altri organismi perché il suo scopo primario e statutario è quello di realizzare un unico sistema di rappresentanza dei tassisti, al di là della loro forma giuridica di appartenenza. Questo perché l’interesse unico da perseguire è, e dovrà rimanere sempre lo stesso: quello del tassista.
Un altro aspetto non secondario è che molto spesso nei sindacati tradizionali la nomina dei rappresentanti avviene in seguito a scelte fatte dall’alto e non come dovrebbe essere, dalla base dei lavoratori.
Spesso i nostri rappresentanti neanche appartengono alla categoria dei tassisti, non hanno mai guidato o posseduto un taxi e non riescono pertanto a focalizzare bene i nostri problemi.
Questo fa sì che il più delle volte i tassisti non riescono a riconoscersi nei sindacati tradizionali e sempre più di frequente sono scettici e diffidenti nei loro confronti anche perché, stando così le cose, si verifica che i nostri rappresentanti sono a volte più propensi a seguire gli input provenienti dall’alto, piuttosto che rendersi veri interlocutori dei problemi dei tassisti.
Uritaxi invece è espressione diretta della categoria e dovrà seguire soltanto una spinta: quella che proviene dal basso, dalla base dei tassisti, come del resto dovrebbe avvenire di norma in ogni associazione democratica.
E questo può avvenire soltanto se i tassisti sono messi in condizione di eleggere direttamente, e sottoporre a verifica periodica, i propri rappresentanti i quali, per essere veri interlocutori dei loro problemi, non potranno che essere necessariamente espressione della base e non imposti da qualcun altro.
Questo è uno dei principi fondamentali della nostra Associazione che sin dall’inizio ha animato le nostre intenzioni, tant’è che sin dalla prima stesura dello Statuto, particolare attenzione è stata posta al fine di garantire l’estrema democraticità e trasparenza di elezione degli organi centrali e periferici che dà a tutti i tassisti iscritti ampia certezza di rappresentatività diretta e partecipazione attiva ed elettiva alla vita dell’Associazione.

Per assicurare che l’Associazione sia il più possibile vicina ai problemi dei tassisti, che possono variare a seconda dei diversi territori in cui operano, lo Statuto Sociale Uritaxi garantisce un’ampia autonomia ai vari organi locali ma, nel contempo, assicura la massima unità a livello nazionale per avere sempre più forza a salvaguardia degli interessi dell’intera categoria.

Al presidente di Uritaxi è stato affidato l’incarico di avviare la campagna di tesseramento al Sindacato. Al termine della campagna, tutti gli iscritti a Uritaxi di ciascun territorio saranno chiamati ad eleggere i loro Rappresentanti per costituire le Federazioni Provinciali e Regionali dell’Associazione.
Uritaxi ha già attivato una serie di accordi e di convenzioni, che portino vantaggi economici agli associati.
Già da tempo ad esempio, gli iscritti a Uritaxi di tutta Italia, esibendo la loro tessera associativa, ottengono importanti sconti fino al 40% sull’acquisto delle autovetture Renault, o sull’acquisto dei materiali di consumo per stampanti, tramite il nostro sito internet. Inoltre possono ottenere altri vantaggi dovuti a convenzioni di ogni tipo a carattere locale.

Al sindacato hanno già aderito migliaia di tassisti di tutta Italia. In molte città gli iscritti Uritaxi hanno già costituito o stanno costituendo le proprie Federazioni Regionali e Provinciali e in alcune città, i Rappresentanti eletti sono anche entrati a far parte delle Commissioni Consultive.
Attualmente stiamo lavorando per migliorare il nostro sito internet che sarà suddiviso in una sezione pubblica ed un’altra riservata agli associati di ogni città.
L’obiettivo ambizioso è quello di far diventare il sito Uritaxi un luogo di incontro e di informazione per tutti i colleghi d’Italia, ma anche di riferimento per l’opinone e per tutte le Istituzioni.

L’iscrizione a Uritaxi avviene seguendo le istruzioni pubblicate sul sito internet www.uritaxi.it, dove è possibile scaricare l’apposito modulo di richiesta di adesione, che va compilato e sottoscritto. Occorre poi effettuare un versamento tramite bollettino postale di 60 euro per la quota associativa. Le tessere rilasciate dal 1° novembre 2007 in poi, hanno validità fino a dicembre 2008.
All’atto dell’iscrizione è anche richiesta una fotocopia del proprio documento di identità firmato. Questo perche Uritaxi è un Sindacato dove ogni suo iscritto è reale, e soprattutto consapevole di esserlo. Tutto ciò per noi parrebbe scontato, ma siamo sicuri che lo sia anche per tutti gli altri sindacati?

La varie fasi per la costituzione del Sindacato

In ogni comune si inizia col tesseramento.

ELEZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Terminata la campagna di tesseramento, gli iscritti di ogni regione, provincia o comune, eleggono il proprio Direttivo composto da 3 a 7 membri, di cui uno svolge la funzione di presidente.
L’elezione può avvenire in assemblea con espressione palese (per alzata di mano), e in quel caso vanno effettuate 2 votazioni, la prima per eleggere i componenti del Direttivo, la seconda per scegliere il presidente tra i componenti del Direttivo.
Questo per il fatto che lo Statuto di Uritaxi prevede che il presidente venga eletto direttamente dall’assemblea.

È consigliabile procedere nel seguente modo:
- Decidere il numero idoneo di componenti del Direttivo (da 3 a 7);
- Stabilire una data per l’Assemblea Costituente, dove potranno partecipare solo gli iscritti;
- Stabilire il termine ultimo per la presentazione delle candidature.
- Predisporre delle schede dove sono elencati tutti i candidati e sotto uno spazio per scrivere il nominativo del presidente (da scrivere a mano), scelto tra quelli votati per il Direttivo;
- Convocare l’assemblea nel corso della quale tutti i candidati potranno prendere la parola;
- Aprire i lavori facendo eleggere un presidente e un segretario dell’assemblea;
- Far eleggere dall’Assemblea gli scrutatori (es. 3 -5);
- Gli scrutatori consegneranno una scheda per votare a tutti gli scritti presenti, verificando che risultino dall’elenco dei tesserati. L’iscritto dovrà firmare, all’atto della consegna della scheda per il voto.
- Ogni iscritto potrà esprimere al massimo un numero di preferenze pari a quello dei componenti del consiglio Direttivo e tra questi sceglierà il presidente scrivendo il nominativo nell’apposito spazio;
- Al termine della votazione, gli scrutatori conteggeranno i voti per decidere chi sarà eletto a far parte del Consiglio Direttivo e chi farà il presidente.
- Successivamente, il presidente del consiglio Direttivo convocherà il Consiglio che nominerà tra i propri componenti due vice-presidenti, un segretario e un tesoriere. Viene così costituito il Direttivo regionale, provinciale o comunale di Uritaxi. Nella fase iniziale, nelle regioni dove i tesserati sono tutti di una sola provincia, iniziare con la costituzione del Direttivo Regionale, all’interno del quale saranno ripartiti gli incarichi a livello provinciale e comunale. Nelle regioni dove ci sono tesserati di diverse province, eleggere prima i Direttivi provinciali.
Poi, i presidenti provinciali eleggeranno il Direttivo regionale.
Successivamente, i presidenti del Direttivo regionale eleggeranno, con gli stessi criteri, il presidente e componenti della Direzione Nazionale.
Tutti gli eletti durano in carica 5 anni.
Gli esiti delle varie elezioni saranno comunicati alla Direzione Nazionale, la quale provvederà a decretare la nomina dei rappresentanti eletti e a comunicala alle Istituzioni.

Come previsto dallo Statuto, i proventi del tesseramento saranno versati al Nazionale che provvederà a rendere esecutiva l’iscrizione e ad inviare la tessera associativa, devolvendo a titolo di rimborso spese il 50% dei introiti delle tessere agli Organi territoriali.

Per qualsiasi ulteriore chiarimento, rimango a Vostra disposizione.

Grazie e buon lavoro

Loreno Bittarelli