Il presidente provinciale di Perugia di Uritaxi, il sindacato dei tassisti, risponde alle nostre domande da un parcheggio riservato in piazza Italia.
Si trova all'interno del proprio mezzo, in attesa di una chiamata dalla centrale per un sevizio. Zone sosta piene di taxi che aspettano clienti. La conversazione dura più di venti minuti e in questo intervallo di tempo nessuna chiamata arriva telefono di Matteo Radicchi. La fotografia spiega il motivo per il quale i tassisti perugini hanno aderito in massa alla protesta nazionale contro il decreto sulle liberalizzazioni.
«Siamo in sciopero fino alle 22, garantiamo solo il trasporto di anziani, disabili e malati». La voce è quella, gentile ma decisa, di un'operatrice dell'Unione Radiotaxi Verona.
Impossibile, ieri in città, trovare un taxi operativo salvo appartenendo a una delle categorie garantite. Per il resto, 177 auto bianche su 177 hanno lasciato per tutto il giorno, dalle 8 alle 22, i motori spenti.
L'incontro e' stato positivo, dal Pd abbiamo avuto una particolare attenzione alle nostre perplessita' in relazione al testo del provvedimento del governo'.
Lo afferma Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi, uscendo dall'incontro con alcuni esponenti del Pd nazionale.
'Ieri - aggiunge - dalle dichiarazioni di Catricala' abbiamo capito che il part time non comporterebbe una licenza aggiuntiva ma la stessa da concedere a un'altra persona per effettuare turni aggiuntivi.
Per il pd, inoltre, come per noi, va rivista anche la questione della doppia licenza compensativa.
Servizio quasi regolare in Veneto per il servizio taxi aderente a Confartigianato e Cna in occasione dello sciopero nazionale di categoria.
Si registrano defezioni solo a Padova, per una cooperativa, e a Verona per alcune auto bianche.
A Padova tutte le auto ferme nel piazzale della stazione sono in sciopero, i taxi hanno sfilato per protesta in Prato della Valle.
Impossibile prendere la linea. La mancata partecipazione dello sciopero in massa è dovuta al fatto che da tempo i taxisti veneti hanno avviato accordi tali da rendere unico il sistema del trasporto su tutta la regione.
Penso che i tassisti alla fine faranno una valutazione costi-benefici e penso che per loro i benefici siano piu' dei costi.
Lo afferma Antonio Catricala', sottosegretario alla presidenza del consiglio ospite della trasmissione otto e mezzo. ''li abbiamo ricevuti - spiega - e da questo incontro che e' stato fruttuoso abbiamo seguito il consiglio di non consentire la nascita di 'padroncini', ma abbiamo recepito la richiesta che con gli stessi requisiti morali anche altre persone possano svolgere il servizio quando il tassista non e' a bordo.
Si potrebbe accogliere positivamente la caduta del cumulo delle licenze, se questa verrà confermata da una attenta lettura del testo.
Questo perché il servizio taxi non può e non deve cadere nelle mani di grandi concentrazioni dell’economia. Per il resto, occorrerà un grande lavoro dei sindaci per verificare attentamente se gli ulteriori aspetti potranno o meno essere applicati.
Una verifica del testo più approfondita ci permetterà di dare un giudizio più preciso. In questa riforma, comunque, ribadiamo sia rilevante mantenere questo servizio pubblico nelle mani dei singoli operatori a tutela della qualità del servizio".
Bittarelli Leader di Uritaxi: e' giusto che siano i sindaci a stabilire il numero di licenze necessarie al proprio territorio.
Auspichiamo che il governo accolga anche i due punti irrinunciabili per la categoria, ovvero il cumulo delle licenze e il principio di territorialita', elemento essenziale proprio per dare la possibilita' a ogni sindaco di stabilire il numero di licenze necessarie al proprio territorio''.
Il leader di uritaxi lancia un ulteriore appello ai tassisti che si stanno astenendo dal lavoro: ''il governo ci aveva chiesto di riprendere il servizio e noi sindacati lo abbiamo chiesto ai tassisti.
Molti hanno seguito le nostre indicazioni altri, pochi irriducibili, hanno scelto di non lavorare.
«Riteniamo che il mantenimento della potestà delle amministrazioni comunali sul trasporto pubblico non di linea sia uno degli elementi più importanti introdotti nella bozza di decreto sulle liberalizzazioni, per difendere sia gli interessi dei comuni che della categoria dei tassisti.
Bene ha fatto il sindaco Alemanno a ribadire l’importanza di questo principio che, insieme alle ragionevoli e giustificate proposte portate avanti dai tassisti, può migliorare sensibilmente il decreto all’esame del governo Monti».
È quanto dichiarano, in una nota congiunta, i consiglieri Pdl di Roma Capitale, Lavinia Mennuni, Andrea De Priamo e Federico Mollicone.