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Il nostro benvenuto al Governo Draghi: la Costituzione ispiri il suo Governo!

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Vi rimettiamo la lettera di benvenuto con cui la nostra organizzazione, lo scorso 15 febbraio, ha voluto immediatamente salutare l’appena insediatosi Governo Draghi. Al di là dei giudizi su di esso, il lettore rileverà che abbiamo voluto cogliere l’occasione per richiamare tutto il Governo al primario dovere di rispetto dei precetti costituzionali che ci tutelano sia come cittadini che come lavoratori. Dalla lettura della lettera, risulterà evidente che, da tempo, il complessivo ordine istituzionale vada muovendosi fuori da quei precetti.
A questo riguardo, può essere utile che i contenuti della stessa (nella parte in verde) siano copia-incollati (o migliorati ovviamente!) affinché ogni nostro delegato e/o iscritto possa contattare i propri parlamentari territoriali o quelli di proprio gradimento, per richiamarli al rispetto della nostra Costituzione. A questi indirizzi si trovano gli indirizzi mail di tutti gli onorevoli e senatori della Repubblica: https://www.camera.it/leg18/28 e http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Attsen/Sena.html
Firenze, 15 febbraio 2021.
Egr. Presidente Draghi,
nell’augurare a Lei ed al Suo Governo il miglior lavoro possibile per la Nazione, alla luce del ruolo che oggi viene a ricoprire, auspichiamo che al centro dell’azione governativa tornino ad esservi i capisaldi della nostra Costituzione: lavoro, famiglia e impresa. Questo, tanto più in una fase economica e sociale, dove si è assistito al fenomeno per cui, mentre quei tre perni dell’economia reale sono entrati in una fase di difficoltà mai conosciuta nella storia repubblicana, multinazionali, grandi società quotate in borsa, piattaforme tecnologiche, costituenti l’economia finanziaria, hanno registrato capitalizzazioni record. Questo paradosso, si aggiunge alla previsione costituzionale, nell’imporre al Suo Governo che nella gestione della cosa pubblica si dovrà avere primaria attenzione all’economia reale.
Al di là dei curricula, dei ruoli ricoperti nel passato, delle convinzioni personali, l’auspicio è che il dovere pubblico del Governo di unità nazionale (o quasi) che Lei presiederà, ponga nell’ordine impartito dal Costituente, la scala delle priorità: l’essenza stessa dell’idea di “repubblica” (art. 1), che dentro la dinamica della globalizzazione finanziaria, è stata usurpata di una sostanza che avrebbe dovuto portare al progressivo miglioramento delle condizioni di vita del Popolo italiano, ed invece ha assunto le sembianze di un’oligarchia, in quanto si è visto concentrare ricchezza e diritti reali, nelle mani di pochissimi interessi nazionali e stranieri; il lavoro (art. 1), impoverito quantitativamente e qualitativamente, in quanto, da diritto è stato trasformato in merce soggiogata dal profitto; la ripresa dell’obiettivo dell’eguaglianza sostanziale come “compito della Repubblica” di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3, 2° co.), oggi sostituito dal neo-liberismo che, funzionale alla legge del più forte, ha portato al risultato diametralmente opposto della massima sperequazione storica tra i redditi; la ripresa del riconoscimento, della promozione e del favorire la “funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata” (art. 45, 1° co.), e della “tutela” e dello “sviluppo dell’artigianato” (art. 45, 2° co.) oggi attentati dalla forza finanziaria delle multinazionali e piattaforme tecnologiche.
Un occhio di riguardo, sul fronte della modernizzazione delle infrastrutture – come da Lei e dalle istituzioni europee sollecitata – lo necessiterà il nostro Meridione, al fine di colmare il gap produttivo e reddituale presente nelle “due Italie”, primo problema storico del Paese.
Tutto ciò, tocca direttamente anche gli operatori del settore taxi, e va a sussumere per l’immediato, l’imprescindibilità di aiuti statali che, finché permane la crisi pandemica, non possono essere interrotti, quanto piuttosto rafforzati nel quantum e ampliati nelle species, per il maggior stato di indebolimento patrimoniale procurato dalla lunghezza temporale della sostanziale assenza reddituale.
Confidando che la luce dei precetti costituzionali possa ispirare il Governo che presiederà, porgiamo i nostri migliori saluti.
Per Uritaxi – Unione di Rappresentanza Italiana dei Tassisti,
il presidente nazionale, Claudio Giudici
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