Un messaggio dall’Italia ai Tassisti Tedeschi

(Una Collega tedesca, Birgitta, mi scrive dalla Germania chiedendomi un messaggio – trasformato in volantino – di vicinanza ai Tassisti Tedeschi, che si accingono a dover affrontare una dura lotta contro il disegno di liberalizzazione del settore da parte del Governo tedesco).

Cari Colleghi tassisti tedeschi, anche qui in Italia arrivano notizie – seppur non molte in verità – della vostra protesta contro il disegno di liberalizzazione del Governo. Solidarizziamo con la vostra battaglia, perché sappiamo essere una battaglia di giustizia, per la tutela del lavoro e per la tutela dell’investimento che ognuno di voi negli anni ha fatto, per la licenza, l’auto e le vostre genossenschaft, grazie a cui negli anni avete garantito un sistema sicuro ed efficiente per la clientela, nonché capace di tutelare la dignità lavorativa e la propensione imprenditoriale. Tutto questo, espressione delle conquiste costituzionali e giuslavoristiche del dopo-guerra – conquiste capaci di tenere in armonia lavoro e sviluppo tecnologico, sicurezza ed universalità del servizio -, viene oggi fortemente sottovalutato da governanti che, evidentemente, non hanno ancora conosciuto quel fenomeno di “sciopero di massa” che in sempre più nazioni è in atto (con vere e proprie manifestazioni di piazza, con un sempre più forte consenso rivolto alle forze politiche anti-establishment, ecc.). Questi governanti, dimenticano il concetto di Bene Comune, il contratto sociale siglato con il proprio Popolo, e tutto d’un tratto, diventano gli sceriffi di Nottingham di tecnologie diffuse in dispregio delle leggi, della sicurezza della clientela, dei diritti sul lavoro. In pratica, un nuovo ottocento dove un dio mascherato, allora come oggi, per innovazione, ma che invece è solo il dio del profitto, pose le basi per quel trentennio di guerre che poi si ebbero tra il 1914 ed il 1945. Questo, di fatto, è lo scenario che questi “innovatori” vanno disseminando in giro per il mondo.

Nell’esservi vicini, vi porto dunque questo saluto da parte dei tanti Tassisti Italiani che rappresento, augurandomi di ispirarvi in qualche modo nella vostra lotta contro le multinazionali anteposte ai piccoli imprenditori, contro la tecnologia che distrugge le regole, anteposta alla tecnologia nelle e per le regole, contro il capitale finanziario anteposto al lavoro.

Consentitemi di concludere affermando che solo l’unità dei lavoratori autonomi e dei lavoratori dipendenti potrà agire da muro difensivo contro i nuovi barbari.

Claudio Giudici
Presidente Nazionale Uritaxi


La traduzione in tedesco, trasformata in volantino dai tassisti tedeschi:

Sehr geehrte Kolleginnen und Kollegen, sehr geehrte deutsche Taxifahrer,
auch hier in Italien haben wir von Ihrem Protest gegen den Liberalisierungsplan der deutschen Regierung gehört. Auch wenn es in Wahrheit nicht viel ist, was wir darüber erfahren, solidarisieren wir uns mit Ihrer Schlacht, weil wir wissen, es ist eine Schlacht für Gerechtigkeit, zum Schutz der Arbeit und der Investitionen, die jeder von Ihnen im Laufe der Jahre geleistet hat, für die Lizenz, das Auto und Ihre Genossenschaft. Dank dieser Arbeit und Investitionen gibt es ein sicheres und effizientes System für die Kunden und die Unternehmen. Dies alles ist Ausdruck der konstitutionellen Errungenschaften der Nachkriegszeit. Diese Harmonie zwischen Arbeit und gesetzlichen Regeln, im Dienste der Sicherheit wird heutzutage unterschätzt. Es ist ein Zusammenspiel universeller Werte, das jetzt von den Bürgern und Nationen in Form eines Massenstreiks auf unterschiedlichste Weise verteidigt wird. Diese echten Straßendemonstrationen richten sich in einem zunehmenden starken Konsens gegen das Establishment. Dieses System vergisst das Konzept des Gemeinwohls, den mit ihrem eigenen Volk unterzeichneten Sozialvertrag und wird plötzlich zum Sheriff von Nottingham (Hauptgegner des legendären Robin Hood). Eliten und Konzerne verstoßen zunehmend gegen Gesetze, die Kundensicherheit und das Arbeitsrecht.

In der Praxis hat ein neues 19.Jahrhundert begonnen, in dem damals wie heute, als Innovation maskiert, nur der Profit zählt.
Dieses Denken legte auch den Grundstein für die großen Kriege zwischen 1914 und 1945.
Es ist ein Szenario, das der Wirtschaftsliberalismus auf der ganzen Welt verbreitet.
Ich freue mich daher, Ihnen nahe zu sein und bringe Ihnen hiermit  Grüße der vielen italienischen Taxifahrer, die ich vertrete, in der Hoffnung, Sie in Ihrem Kampf gegen die multinationalen Konzerne zu inspirieren, die immer mehr den Vorrang vor kleinen Unternehmern bekommen.
Erlauben Sie mir zum Schluss die Bemerkung, nur die Einheit von Selbständigen und Angestellten kann als Verteidigungswall gegen die neuen Barbaren wirken.
Claudio Giudici
Nationaler Präsident von Uri Taxi aus Florenz, Italien