da 22 Aprile 2020 Continua a leggere →

Una proiezione sul fatturato taxi (e non solo) nei prossimi mesi

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In funzione delle progressive tredici riaperture previste nella bozza della Commissione Colao (che ovviamente potrà essere oggetto di modifiche), abbiamo provato a simulare una proiezione sull’incidenza che esse avranno, passo per passo, sul fatturato del settore. 

La simulazione prende a riferimento città a vocazione turistica come Firenze e Roma, per cui un primo rilevante fattore di contrazione del fatturato è, e sarà nei mesi a venire, rappresentato da una pressoché assenza di turismo. Tale assenza l’abbiamo soppesata pari ad un 50% del fatturato pre-Covid19. È evidente che tale incidenza sarà più bassa (30%) nelle città a maggior vocazione “affari” e sarà più alta (70-80%) nelle realtà la cui economia è pressoché totalmente legata al turismo. Riteniamo però che le due città prese in esame possano essere un buon campione mediano, e dunque referente per tutto il Paese.

Rimettiamo quindi di seguito, sia la tabella delle riaperture previste dalla Commissione Colao, riprodotta dalle indiscrezioni di cronaca, sia il grafico che mostra la dinamica della contrazione del  fatturato del settore taxi. Tale contrazione sarà progressivamente più bassa, in funzione delle graduali riaperture socio-economiche.

La proiezione ci dice che se ad oggi il calo del fatturato del settore taxi è del 97%, esso si manterrà sopra la considerevole cifra dell’80% fino ad estate inoltrata. Da settembre, con la riapertura delle scuole, esso dovrebbe subire un’accelerazione alla riduzione del crollo, di 10 punti percentuali, fino ad arrivare alla comunque pesante soglia del 67% per fine anno. Dunque, da marzo di questo anno a fine esercizio 2020, il crollo del fatturato sarà tra “totale” e i due terzi del totale (tra il 97% e il 67%). 

Sarà da anno nuovo, con la fine di ogni limitazione e la riapertura dei confini prevista per il 31 marzo 2021, che un po’ di luce potrebbe tornare, fino a raggiungere i massimi che il mercato interno possa consentire di avere: un fatturato che varrà la metà rispetto all’era pre-Covid19.

L’esercizio che ogni tassista può fare per capire cosa ciò vorrà dire sulle proprie tasche, per dunque preparare un piano di spese rapportato alla tendenza delle entrate, è quello di applicare queste percentuali a quello che era nell’era pre-Covid19 il proprio fatturato medio (giornaliero o mensile) e sottrarle allo stesso, per capire a quanto ammonteranno le proprie entrate.

La notizia ancora più brutta – come se ciò già non bastasse! -, è che questo tipo di dinamica è estendibile a molti altri settori dell’economia italiana, similmente legati al comparto turistico. Dunque, se questa proiezione può apparire eccessivamente prudenziale, o pessimistica, essa in realtà non sconta il fatto che lo stesso mercato interno sarà ben più debole rispetto a quello conosciuto fino ad oggi, a meno che, in via del tutto eccezionale, con provvedimenti straordinari, non intervenga un fattore esogeno al mercato, ossia lo Stato, proprio come è intervenuto, dalla mattina alla sera, per bloccare ogni attività e dunque ogni entrata di queste attività. 

Ufficio studi Uritaxi

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