650-btCodici che si presenta come un’Associazione di Consumatori, esalta Uber, accusa i tassisti romani di essere superati e di avere cattiva reputazione auspicando la loro “estinzione”.

Sorprende però che Codici ignori il fatto che i tassisti romani, ed italiani, già da tempo dispongono di “IT Taxi” che è la App più innovativa e utilizzata dagli utenti per la prenotazione, gestione e pagamento del servizio taxi.

Al contrario di Uber, IT Taxi rimette all’utente la scelta tra le più diverse forme tecnologiche di pagamento, carte di credito, PayPall, abbonamento aziendale, e di cui il pagamento in contanti è solo l’ultima e residuale delle ipotesi.

Per quanto riguarda, poi, il Giubileo i tassisti romani e le Organizzazioni economiche e sindacali che li rappresentano, sono più che pronti (come sempre) a fare al meglio il nostro proprio lavoro, mentre Codici dovrebbe rivolgere le sue attenzioni a chi ha invece il compito, come Istituzione, di garantirci di farlo, superando le criticità che ormai stanno diffondendo un generale allarme sulla capacità di Roma di far fronte all’evento.

Per quanto riguarda, infine, il car-sharing, che Codici dichiara “diretto concorrente” dei tassisti, occorrerebbe poter spiegare che la concorrenza è tra soggetti omologhi e che, dunque, non può esservi tra chi viaggia su concessione pubblica, e a tariffa amministrata, e chi, invece, svolge un servizio di natura completamente diversa. Ma questo è un tema particolare che può essere affrontato solo tra soggetti competenti.

E finchè anche i non competenti e i non addetti ai lavori, arrivano al punto di autoreferenziarsi e sparlare di una categoria di lavoratori, con la supponenza propria della non conoscenza, pur di gratificare della propria “amicizia” la forza del capitale contro il lavoro, Uber potrà continuare a ridere delle Sentenze e a sperare di continuare a sopravvivere contando sulla complicità degli sprovveduti.

 

Loreno Bittarelli

Presidente Unione radiotaxi Italiani

 

 

 

Ultima modifica: 29 Settembre 2015