Tanti erano i taxi bianchi che ieri mattina hanno bloccato per un po’ il traffico cittadino, sfilando a passo d’uomo tra clacson e trombette suonate a tutto spiano, fumogeni rossi accesi lungo il percorso e palloncini neri e gialli attaccati ad antenne e specchietti laterali.

Allo sciopero dei taxisti e alla sfilata di protesta hanno aderito tutte le sigle sindacali, Ascom Taxi, Cna, Fita- Confartigianato, Taxi-Tsb, Uil Trasporti, Unica e Uritaxi; sul piatto, la richiesta al sindaco Virginio Merola di riaprire il tavolo delle trattative su alcuni punti fondamentali tra cui, spiega tra gli altri Luigi Preci di Unica Taxi, «aumento delle tariffe ferme da dieci anni, gestione del traffico cittadino e un accordo legato a necessità particolari come fiere, grandi manifestazioni, collegamenti con l’aeroporto».

Il corteo di auto bianche è partito alle 10 dall’ex Manifattura tabacchi di via Stalingrado e ha poi attraversato viale Masini, via Indipendenza e via Rizzoli, per poi aggirare Palazzo re Enzo e il ‘Crescentone’ e fermarsi tra piazza Nettuno e piazza Maggiore. Non pochi sono stati i disagi al traffico, intenso a quell’ora soprattutto tra viali e via Stalingrado. In testa alla sfilata, poi, non è mancato uno striscione («Taxi Bologna») sorretto da alcune taxiste: «Come donne, chiediamo al Comune più tolleranza per i taxi nelle ore notturne dei T-Days – spiega una di loro, Gabriella Gandolfi -: così come facciamo sconti alle ragazze che la sera scelgono il taxi, allo stesso modo vorremmo poterle accompagnare sotto casa e non doverle lasciare a diversi metri di distanza perché non possiamo entrare nella zona T». Sul tema interviene anche Cosimo Quaranta, Cna taxi: «Chiediamo di poter passare negli orari notturni del sabato e garantire così un servizio in città senza divisioni». «Vogliamo lavorare in sicurezza – spiega dal canto suo Mirko Bergonzoni, Uil Trasporti -: a causa di una mobilità discutibile, siamo costretti a infrangere quotidianamente le regole». Sottolinea invece Alessandro Tedeschi, presidente di Ascom Taxi: «Chiediamo tavoli di confronto con tutti gli enti, dall’Aeroporto alla Fiera. Noi di traffico ce ne intendiamo, un assessore che fa il sindaco da un’altra parte non può avere il polso di Bologna».

Pronta la solidarietà dal mondo della politica. Oltre a quella di Manes Bernardini (Insieme Bologna), anche Marco Lisei (FI) interviene a fianco dei taxisti: «Assurdo che i problemi di mobilità creati dalle scelte di Merola e soci vengano fatti ricadere su di loro. A loro va tutta la nostra solidarietà; per il trattamento offensivo ricevuto dal sindaco, siamo al loro fianco in questa battaglia».

Leggi l’articolo completo su

 

Last modified: 9 Maggio 2018