319-ccLa prima rapina l’ha commessa poco dopo l’alba. E’ salito su un taxi si è fatto accompagnare in una
stradina dell’Eur, a quell’ora desolata, e a fine corsa, ha tirato fuori una siringa. «Dammi i soldi o ti pungo».
Ha infilato trenta euro in tasca ed è scappato, pronto a mettere a segno altri colpi. In poche ore l’altra
mattina un rapinatore seriale, armato di una siringa appena usata, ha seminato terrore nel quartiere. Il
primo colpo alle sei mezza al tassista, alle 10 ha terrorizzato una casalinga alla fermata del bus, e alle 11
ancora un’altra rapina a un conducente di auto gialle. Sempre dopo essersi fatto accompagnare nella
stessa strada, non lontano da viale Adriatico. Bottino, stavolta, centotre euro.

A mezzogiorno, però, per il bandito con la siringa, un ventitrenne con problemi legati all’eroina, sono scattate
le manette con l’accusa di rapina aggravata. Gli agenti di polizia lo hanno rintracciato nel quartiere mentre
gironzolava ancora con la siringa in tasca, ma stranamente solo con pochi spiccioli in tasca. Nessun
dubbio, però, sulle responsabilità. Non solo le tre vittime subito rintracciate lo hanno riconosciuto, ma il
rapinatore ha confessato in aula. «Signor giudice, lo riconosco, sono stato io. Avevo bisogno di soldi per
comprare la droga. Da chi? Non so nemmeno il nome del pusher». Il giovane, con un precedente per furto,
aveva passato la notte fuori casa per acquistare droga a Tor Bella Monaca. Ma non avendo soldi aveva
deciso di racimolarli usando la sua unica arma, la siringa. Da qui l’idea di salire sul taxi, non pagare la
corsa, e rapinare il conducente puntandogli l’ago a un palmo dal viso. E’ così che il giovane incassa le
prime trenta euro. Il secondo colpo, invece, non va in porto. Si avvicina a una donna che aspetta il bus alla
fermata e ripropone la stessa scena: «Fuori i soldi o ti pungo». La malcapitata, non molla, anzi urla, dei
passanti si precipitano, e il rapinatore è costretto a scappare a mani vuote. Trenta euro però sono troppo
poche per comprare una doppia dose di eroina nei palazzoni di Tor Bella Monaca così il giovane mette a
segno il terzo colpo. Risale sul taxi, fornisce un indirizzo a caso sempre in zona Eur e a fine corsa tira fuori
di nuovo la siringa, rapinando centotrenta euro.

A poche ore dall’arresto per il ventenne sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il pm Giuseppe Deodato aveva chiesto la misura
cautelare in carcere, ma il presidente della sesta sezione collegiale, il giudice Anna Maria Pazienza, ha
ritenuto adeguata il provvedimento più leggero. La difesa aveva puntato sulla collaborazione mostrata. «Il
ragazzo – ha detto l’avvocato Giuseppe Giliberti – non ha opposto resistenza. E ha bisogno di terapie». Di
recente è finito in carcere un altro rapinatore seriale armato a che lui di siringhe, in questo caso però contro
i farmacisti. Si metteva in fila in farmacia per acquistare l’aersol o le aspirine, ma arrivato al bancone tirava
fuori l’ago: «Ho l’aids, datemi l’incasso». In un ordine di cattura gli sono stati contestati quindici colpi. Tutti
commessi a volto scoperto, in pantaloncini e siringa in mano. Ad incastrare il bandito solitario a caccia di
soldi facili gli impianti di videosorveglianza fissati in alcuni punti vendita e il riconoscimento delle vittime,
tutti farmacisti terrorizzati.

 

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Ultima modifica: 5 Ottobre 2016