giustLa pubblica accusa ha chiesto sei anni di reclusione per Vincenzo La Mantia di 37 anni (foto).
Secondo gli inquirenti, il siciliano, la sera del 22 aprile avrebbe rapinato un tassista di 25 anni residente a
Legnaro. La Mantia avrebbe puntato un coltello al collo del venticinquenne e il tassista ha avuto la
prontezza di spirito di azionare il sistema d’allarme collegato alla telecamera. Ha così fornito ai poliziotti,
coordinati dal pubblico ministero Francesco Tonon, alcuni fotogrammi in cui si riconosceva La Mantia.
Vincenzo La Mantia era salito sul taxi Roma 15, una Peugeot 5008, in via Bajardi. Aveva chiesto di essere
accompagnato a Cadoneghe. Ad un certo punto aveva intimato al tassista di girare per via del Bigolo. Di
fronte alle sue rimostranze aveva estratto il coltello dalla tasca del giubbotto. Poi si era calato il cappuccio
della felpa sul volto. In via Pettinati l’aveva rapinato dei due portafogli con 300 euro, delle chiavi del taxi e
del telefono. Il successivo blitz a casa della convivente del siciliano ha permesso di recuperare uno
spadino, di quelli abitualmente utilizzati per i furti sulle auto, scalpelli e altri arnesi da scasso, nascosti
all’interno di borsoni. Ma è stato soprattutto il ritrovamento del coltello con cui il 37enne aveva aggredito il
tassista a chiudere il cerchio. È un’arma della lunghezza di 20 centimetri con la punta leggermente
scheggiata, esattamente come l’aveva descritta la vittima. Pregiudicato con precedenti per furto, rapina e
ricettazione, il 37enne ha trascorso lunghi periodi in carcere. Negli anni 2006-2007 era salito alla ribalta
delle cronache come il rapinatore seriale. Gli erano stati attribuiti una decina di colpi in un breve lasso di
tempo.

 

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Ultima modifica: 11 Novembre 2016