554-tx«In queste settimana quasi 3.500 tassisti, aderenti a cooperative, rischiano il ritiro del libretto di circolazione ed il blocco dell’attività. Questo senza avere responsabilità alcuna. Ciò accade in quanto, a distanza di oltre 20 anni, il ministero dei Trasporti ha prodotto un parere diametralmente opposto ad uno risalente al lontano 1984». Così in una nota Fabrizio Panecaldo, già capogruppo Pd e coordinatore della maggioranza in Campidoglio.

«Nella fattispecie, secondo il novato parere, da febbraio sarebbe obbligatorio conferire in proprietà od in comodato d’uso l’autovettura con la quale ogni tassista svolge la propria attività. Questo nonostante la Legge 22/92, che regola il settore, che tra l’altro non prevede alcun obbligo in capo al titolare della licenza ma esclusivamente una facoltà. In più il ministero del Lavoro, nel lontano 1993, auspicando l’intervento del legislatore mai avvenuto in tutti questi anni, affermava testualmente che: ‘il principio secondo il quale il titolare della licenza e del relativo veicolo rimane il singolo autista, sia nelle cooperative di servizio che in quelle di produzione e lavorò. Conseguenza diretta di questa vera e propria schizofrenia burocratica – continua la nota – è che i vigili urbani di Roma Capitale non possono fare altro che sequestrare il libretto di circolazione ai tassisti fermati per un controllo applicando, a tassista e cooperativa, sanzioni per un totale di 1.067 euro! Ed oltre alla beffa del sequestro e delle sanzioni si aggiunga l’ulteriore danno economico cagionato dai giorni fermi senza lavorare che vogliono dire zero guadagno e famiglie che vanno in affanno».

«Alcuni tassisti non hanno potuto fare altro che rivolgersi al giudice di Pace che, non solo ha accolto i ricorsi ma ha anche condannato il Comune di Roma al pagamento delle spese legali. Chiedo quindi al prefetto Tronca di farsi carico del problema che ruguarda, lo ripeto, 3.500 lavoratori convocando, con l’urgenza che il caso richiede, un tavolo tecnico con le cooperative taxi ed il Ministero dei Trasporti», conclude la nota.

 

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Ultima modifica: 11 Aprile 2016