187-stE’ andato in onda il servizio girato nelle scorse settimane da
“Striscia la notizia” sul fenomeno dei tassisti orientali senza licenza a Prato. Si tratta dell’ennesimo servizio
del telegiornale satirico di Canale 5 su Prato e anche questa volta non si scopre niente di nuovo. Però si fa
vedere con estrema efficacia come funziona il servizio di taxi per la comunità cinese.All’inviata Chiara
Squaglia è bastato appostarsi per qualche ora davanti alla stazione centrale per scoprire quello che è sotto
gli occhi di tutti e che più volte i tassisti italiani hanno denunciato come concorrenza sleale, e cioè la
presenza di auto apparentemente di privati cittadini che però svolgono, rigorosamente al nero, il servizio di
taxi. Il momento che più colpisce nel servizio di “Striscia” è quando l’inviata, dopo aver raccolto alcuni
bigliettini pubblicitari di taxi cinesi, prova a chiedere un passaggio. Invariabilmente, quando sentono parlare
italiano, i tassisti cinesi abusivi mettono giù, oppure dicono che si è sbagliato numero, o anche “no italiano”.
Insomma, il taxi abusivo è solo per i cinesi.

 

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C’è da capirli. Coi connazionali sanno di rischiare poco o nulla,
mentre sentendo una voce italiana pensano a una trappola. In effetti, quando la polizia stradale ha saputo
che “Striscia la notizia” aveva realizzato un servizio sui taxi abusivi cinesi ha organizzato un controllo mirato
e ne ha fermati tre nella zona della stazione, elevando pesanti multe e sequestrando i mezzi, un po’ com’è
accaduto per i controlli sugli spacciatori di droga nel centro storico dopo il servizio delle “Iene” sullo spaccio
di eroina. Alla fine del servizio, l’inviata di “Striscia” si è palesata davanti a uno dei tassisti abusivi che
aveva appena fatto scendere una connazionale, “complice” del tg satirico. L’uomo, messo alle strette, ha
detto che quella era solo un’amica, poi si è messo a ridere e ha detto di essere senza lavoro.

 

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tirreno

Ultima modifica: 10 Marzo 2016