Alcuni sono probabilmente vittime della cosiddetta “sindrome di Stoccolma” (ossia quando il rapito diventa psicologicamente dipendente del rapitore), perché altrimenti non si capirebbero certe cose.

Nonostante le smentite fatte da qualche multinazionale dopo i nostri video-denuncia (https://youtu.be/rBrwd0L4xYE), il patto taxi-ncc che tanto ha fatto strumentalmente discutere – ovviamente la strumentalità aveva come beneficiario le multinazionali stesse – e che noi volevamo esser controllato dagli operatori del settore, lo stanno facendo per via digitale le stesse multinazionali, controllandolo esse stesse, con la nascita di app da cui poter fruire non solo del car o bike sharing, ma anche del taxi o del n.c.c. Addirittura, per convergere in tale direzione, i principali colossi dell’automobilismo tedesco, hanno deciso di allearsi. Ci rendiamo dunque conto di quanta gola possa fare il mercato del trasporto pubblico non di linea, se tanta attenzione gli viene dedicata? E secondo alcuni, non sarebbe un valore, un patrimonio da tutelare e difendere con i denti, il fatto che in Italia, ancora oggi, siano i lavoratori del settore, con le proprie strutture economiche, le proprie tecnologie, a controllare tutto ciò?!

Dovrebbe essere inutile dirlo, ma siccome l’evidenza dei fatti non pare confermare ciò, è bene precisare che se cambia l’economia di un settore, chi la controlla, cambiano poi la sua politica e le sue regole. E così, se è notizia di pochi giorni fa che l’app tedesca per i taxi premiasse con 50€ i tassisti non aderenti allo sciopero – ma non si parlava di crumiraggio in un tempo in cui i diritti dei lavoratori non esistevano? -, che nel frattempo i nostri colleghi tedeschi avevano indetto, è invece di poche ore fa quella che riporta come il Ministro dei Trasporti tedesco abbia annunciato la volontà di procedere alla totale liberalizzazione del settore taxi e n.c.c. già per il prossimo anno. Pensate che un annuncio di tal genere possa essere stato fatto senza, quanto meno un consulto, se non una vera e propria accettazione dei desiderata dei due più quotati marchi automobilistici tedeschi? Pensate che adesso i tassisti tedeschi potranno fare scioperi a tutela del proprio lavoro e dei propri investimenti, con l’appoggio delle multinazionali che diversi di loro, senza lungimiranza, intelligenza, amor proprio, hanno deciso di servire? Pensate che a queste multinazionali potranno chiedere di non distribuire le corse, minacciare di prendere per il collo il presidente che tutto ciò consentisse? Neanche con la macumba! A Firenze si dice: “Non c’è paradiso per i bischeri!”. 

Cosa serve ancora per capire?

Claudio Giudici
Presidente Nazionale Uritaxi

Ultima modifica: 23 Marzo 2019