Lucio Malan (Forza Italia), Questore del Senato, ha dichiarato:
“Oggi c’è stata una nuova protesta dei taxisti, presi di mira non solo dal Governo nel ddl competitività con nuove aperture a Uber, ma oggi anche dall’Antitrust. L’autorità – a quanto leggo con stupore – si è schierata con Uber contro in tassisti costituendosi parte civile. Chiederò spiegazioni su questo al suo presidente. Quanto al Governo è curioso che non si ponga il problema della perdita di gettito fiscale con la diffusione di Uber. Se il Governo non avesse posto la fiducia, il Senato avrebbe potuto esprimersi su questa e altre questioni specifiche.

Probabilmente la ragione della fiducia sta proprio lì: ha lasciato dormire il provvedimento per nove mesi, poi ha fatto credere che il ddl sarebbe passato in Commissione per introdurre delle correzioni auspicate da tutti e per un esame approfondito di varie questioni. E alla fine ha preso in giro tutti, inclusi i relatori che avevano chiesto appunto un esame ulteriore, evidentemente soddisfatto dei favori fatti a vari grandi interessi come Uber, come certi colossi internazionali del farmaco, come le assicurazioni, sempre a scapito di chi lavora in modo indipendente.

Ora la mossa dell’Antitrust getta altra benzina sul fuoco. Ora auspico che la Camera modifichi il ddl concorrenza e il tribunale giudichi con equità, a difesa di chi lavora e paga le tasse in Italia.”

 

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Ultima modifica: 5 Maggio 2017