«Mi ha prima tirato un pugno alla mandibola poi un ceffone sul collo e mi ha praticamente stesa a terra. Ora ho paura, ogni volta che vedo salire un uomo sul mio taxi mi viene in mente lui. Ho il timore che possa risuccedere».

Sabrina Cioni, la tassista 47enne, aggredita da un cliente che protestava per il prezzo della corsa, a suo dire troppo alto, è scossa. Mai si sarebbe aspettata che durante il lavoro, e per di più nel giorno del suo compleanno, un uomo potesse metterle le mani addosso sotto gli occhi della moglie che non ha mosso un dito per fermare la furia dell’uomo. L’episodio è avvenuto domenica intorno alle 22 in zona Cascine del Riccio.

Secondo quanto ricostruito, Sabrina è stata colpita con un pugno al collo ed è stata portata in ambulanza al pronto soccorso, da dove è stata dimessa con una prognosi di 7 giorni. Sul posto è intervenuta anche la polizia. Il cliente, un 26enne della Corea del Sud residente a Firenze, era salito sul taxi con la famiglia – moglie e figlio – in zona centro storico. Arrivati a destinazione è nata la lite sfociata nell’aggressione, alla quale hanno assistito anche alcuni residenti della zona.

L’uomo coreano, sentito dalla polizia, invece, ha detto di aver reagito dopo che lei aveva cercato di colpirlo. «Non è vero – riprende la tassista fiorentina -, l’uomo già in auto mi è sembrato molto nervoso, poi quando siamo arrivati a destinazione e gli ho presentato il conto ha iniziato a darmi della ladra e a dirmi frasi tipo ‘Io non ti pago, troppo cara la corsa’. Non voleva darmi i soldi, si è arrabbiato per i due supplementi da 2 euro l’uno, quello della chiamata taxi e quello relativo al passeggino e al bagaglio. Io sono scesa dal taxi, lui anche e mi ha sputato in faccia.
Con un ginocchio ho cercato di allontanarlo, non l’ho nemmeno toccato. Ha iniziato a urlare, a dire che gli avevo messo le mani addosso. Ho avuto paura, non c’era nessuno allora ho suonato a un campanello per chiedere aiuto, lui mi ha tirato un pugno alla mandibola, poi una manata sul collo». Forte, fortissima. Tanto che Sabrina è volata a terra, «ho sbattuto la testa contro la ruota del mio taxi – le sue parole -, ero praticamente stesa. Lui mi guardava con soddisfazione. La sua donna, impassibile».
«Guido da 20 anni il taxi – conclude Sabrina – ma nell’ultimo periodo la situazione è peggiorata, non ci sentiamo abbastanza tutelati».

Claudio Giudici, presidente di Uritaxi, è rammaricato:
«Assurdo, prendersela con una donna. Una donna che stava facendo il proprio lavoro – sottolinea –
Nel 2017 siamo stati vittime come tassisti di nove casi di aggressione. Dal corteo di ottobre organizzato per Gino questa escalation di violenza nei confronti della nostra categoria sembrava essersi fermata. Tanti di noi si stanno dotando di ulteriori dispositivi di video sorveglianza esterni al veicolo che si aggiugono alle telecamere interne. Questo ci dà maggiore sicurezza».

 

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Ultima modifica: 15 Maggio 2018