897-ubAlla fine, sola, per strada, all’1.45 di notte, è rimasta lei. Mentre il taxi che aveva preso per tornare a casa perché aveva bevuto un po’, l’aveva lasciata lì, dopo che si era sentita male ed era uscita un momento dall’auto. È successo lunedì notte in via XX Settembre, dopo una serata con gli amici.

E per fortuna che la ragazza, una studentessa di 20 anni, il telefonino lo aveva in tasca così che ha potuto chiamare qualcuno per farsi venire a prendere. E se spesso i tassisti romani “dimenticano” che dopo le 22 per le donne che tornano a casa in taxi da sole c’è uno sconto del 10% sul prezzo della corsa, questa volta al momento di pagare non ci si è nemmeno arrivati. Ludovica, il nome è di fantasia, passa la serata nelle strade della movida di piazza Fiume, via Bergamo e dintorni, con una comitiva. Poi con gli altri, all’una e trenta circa, va alla fermata dei taxi di piazza Fiume e da sola ne prende uno.

Quello parte, ma all’altezza di via XX Settembre lei si sente male e prega l’autista di accostare per farla uscire un attimo. Lei scende e dopo pochi istanti vede la macchina bianca sgommare via. Non riesce a prendere un numero di targa. Intanto sul taxi è rimasto il suo zainetto con i documenti e il portafoglio con i soldi. Il giorno dopo tempesta di telefonate le centrali radio dei tassisti per capire se qualcuno avesse lasciato uno zainetto. Ma niente, nessuno si è fatto vivo per consegnare un bagaglio lasciato a bordo.

«È stato un grande errore non prendere la targa o la sigla del taxi – commenta Loreno Bittarelli, presidente della Centrale Radiotaxi 3570 e del sindacato Uritaxi – e consiglio a tutti di farlo sempre, quasi automaticamente quando se ne prende uno. Detto questo, se la storia è andata così è un fatto gravissimo. Ma senza un elemento la nostra sarebbe una caccia inutile, anche perché potrebbe trattarsi di un abusivo. L’unica difesa certa è quella di non scordarsi mai di memorizzare almeno la sigla.

 

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Ultima modifica: 18 Marzo 2016