
Partirà a luglio la sperimentazione a Roma del Taxi web, la nuova piattaforma digitale unica dedicata a tassisti e sviluppata da Roma Servizi per la Mobilità che dovrebbe entrare ufficialmente in servizio a partire da gennaio 2019. Il progetto, illustrato oggi in occasione della seduta della commissione capitolina Mobilità che si è svolta presso la sede dell’Aci di via Marsala, mira a velocizzare i servizi a disposizione dei tassisti e degli utenti attraverso una nuova piattaforma web che permetterà all’amministrazione di gestire il trasporto pubblico non di linea. «Puntiamo a far partire la sperimentazione intorno all’estate per entrare in esercizio a gennaio 2019», ha spiegato il presidente della commissione Mobilità Enrico Stefano. Uno strumento che ha tra i suoi obiettivi ridurre al minimo la necessità di recarsi allo sportello, gestire tutti i pagamenti degli utenti in modalità online con carta di credito, automatizzare i controlli di altri enti come Anagrafe, Motorizzazione e Aci, gestire i turni di servizio e le istanze di cambio turno, integrare in un’unica piattaforma anche i servizi amministrativi dello 060609, sia lato ‘client’, sia lato amministrazione interna. «Puntiamo a far partire questa piatraforma intorno all’estate -ha detto il presidente della commissione Mobilità Enrico Stefano- semplificherà tantissimo la vita dei tassisti velocizzando molto i passaggi burocratici, che oggi ancora si fanno con carte e francobolli». «Per noi è un orgoglio mettere a disposizione la nostra struttura per presentare questo progetto perché per noi la mobilità sostenibile è importante ed è un settore in cui ognuno degli operatori svolge la propria parte -ha detto Paolo Riccobono, responsabile del Personale dell’Automobile Club di Roma- Lavorare insieme con l’amministrazione e gli operatori tutti è un grande motivo di orgoglio».
Scetticismo è stato espresso sindacati che hanno assistito alla seduta. «Nonostante la bella prospettiva di questa digitalizzazione -ha spiegato Riccardo Campione di Usb taxi- non si danno risposte sui temi chiave del settore: la semplificazione va bene ma deve andare di pari passo con lo sgravio dei costi. Abbiamo il costo della registrazione all’agenzia delle entrate e il costo delle tasse per il sostituito alla guida, un costo questo che riguarda solo Roma e non altre grandi città come Torino e Napoli. Poi c’è il rinnovo quinquennale della licenza che va abolito finché questo sistema non sarà a regime. Vi chiedo di prestare attenzione alla questione dei costi, se la semplificazione significa soltanto aprire ad altri che vengono a pascolare sul praticello dei tassisti, già troppo affollato, fermiamoci». Secondo Oreste Dottori, della Unica Taxi Cgil «l’80% delle pratiche elencate dovevano essere già oggetto di più di qualche riflessione. Come per la bozza di regolamento, dico che è un peccato vedere denaro pubblico utilizzato in questo modo, perché molto di quello che c’è in questo elenco non funziona, anche senza automazione: non è la sola digitalizzazione la strada per risolvere le problematiche del settore, come la revisione delle tariffe». «Con la massima disponibilità e buona volontà -ha replicato Stefàno- penso che nessuno si sia messo qui al tavolo e abbia detto: questa è la soluzione, prendetela com’è. C’è un percorso di condivisione e disponibilità ad ascoltare ma è chiaro che la digitalizzazione è conveniente. Poi del fatto che la piattaforma abbia aspetti da migliorare, se ne può discutere anche perché a luglio, quando partirà soltanto l’acquisizione dei dati». Rispetto alla revisione delle tariffe, tema rilanciato dai sindacati durante il confronto «sono d’accordo che vadano riviste», ha aggiunto Stefàno.
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Ultima modifica: 16 Giugno 2021
