349-urUn settore abbandonato a sè stesso, con grave danno per la città e per gli operatori. Andrea Cappella, responsabile dell’associazione di categoria Uritaxi dell’Umbria, solleva il problema delle tante carenze dei servizio taxi ad Orvieto. Gli operatori del servizio taxi di Orvieto lamentano gravi problemi nello svolgere il loro lavoro, per quale motivo?

«Negli anni gli operatori sono stati abbandonati a loro stessi ed hanno dovuto sopperire alle mancanze delle varie amministrazioni che si sono susseguite. Tre anni orsono i colleghi di Orvieto hanno richiesto la nostra assistenza e quello che abbiamo trovato era disastroso: il numero di telefono pubblico della stazione, non si sa come, era intestato ad una persona residente in Sicilia, il numero di telefono dello stazionamento in piazza suonava a vuoto perché non c’era nessun telefono, il regolamento comunale risaliva agli anni ’80, turni di servizio inesistenti, operatori che lavoravano solo con i cellulari. Come prima cosa abbiamo riscritto di sana pianta il regolamento comunale adeguandolo ai tempi e alle esigenze attuali.

Con non poche difficoltà siamo riusciti a riportare in capo al Comune la linea telefonica del posteggio stazione. Abbiamo studiato un sistema di turnazione cosicché sia coperto tutti i giorni l’orario compreso tra le 7,30 e le 20,30, con un turno di reperibilità per i restanti orari, capisce che con soli 4 taxi è un impegno importante a cui già due dei quattro totali hanno dato disponibilità, stiamo aspettando la conferma di Confartigianato per gli altri due. Si parla anche di una notevole diffusione dell’abusivismo… «Con innumerevoli denunce al Comune e alla polizia stradale siamo riusciti ad ottenere con fatica quello che dovrebbe essere la normalità, un minimo controllo all’abusivismo, ma che nonostante le denunce sta continuando, anche perchè i controlli non ci sono. Anche recentemente sono arrivate minacce ai tassisti regolari. Cosa c’è che non funziona nel rapporto col Comune?

«Noi chiediamo che tutti i tassisti siano sullo stesso piano e che collaborino fra di loro, che siano messi nelle condizioni di dotarsi di un radiotaxi e che il loro lavoro venga salvaguardato. Lo scoglio più grande adesso risulta la reperibilità dei tassisti, visto che al numero dello stazionamento il telefono suona a vuoto quando non ci sono presenti operatori. Uritaxi ha chiesto al Comune, proprietario della linea telefonica, di attivare il trasferimento di chiamata sui cellulari ma il costo di 90 euro a bimestre è stato giudicato eccessivo.

 

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Last modified: 15 Marzo 2016