Abusivismo NCC: cosa rischiano il titolare e l’autista dipendente
«Io sono soltanto l’autista. Se qualcosa non è in regola, ne risponde il titolare».
Nel noleggio con conducente questa convinzione può rivelarsi molto costosa. Le conseguenze dell’esercizio abusivo o irregolare non riguardano necessariamente soltanto l’impresa e il titolare dell’autorizzazione: possono coinvolgere anche chi si trova al volante, incidendo sui requisiti necessari per continuare a lavorare. La circolare del Ministero dell’interno del 28 febbraio 2019 chiarisce espressamente gli effetti che i provvedimenti sul ruolo dei conducenti producono anche nei confronti di dipendenti e sostituti alla guida.
Conoscere le norme, quindi, non è un adempimento riservato a chi gestisce l’attività. È una forma di tutela professionale anche per il driver.
Esercizio abusivo ed esercizio irregolare: una distinzione necessaria
Nel dibattito pubblico la parola “abusivismo” viene spesso utilizzata per indicare situazioni diverse. Sul piano giuridico, però, occorre distinguere.
Un conto è esercitare il servizio senza l’autorizzazione necessaria; altro è svolgerlo con un’autorizzazione esistente, ma violando le disposizioni che ne regolano l’esercizio. La disciplina distingue queste fattispecie e prevede conseguenze che devono essere individuate in relazione alla condotta concretamente accertata.
Non tutte le irregolarità sono dunque equivalenti. Ma possedere un’autorizzazione non significa essere al riparo da contestazioni quando il servizio viene svolto fuori dalle regole.
Autorizzazione dell’impresa e requisiti dell’autista non sono la stessa cosa
Per comprendere i rischi è necessario separare due piani: il titolo che consente l’esercizio del servizio e i requisiti professionali di chi lo svolge.
La legge n. 21/1992 prevede il ruolo dei conducenti presso le Camere di commercio. L’articolo 6, comma 6, richiede l’iscrizione anche per chi lavora come dipendente di un’impresa autorizzata al noleggio con conducente e per le altre figure di sostituzione indicate dalla disposizione.[autorita-trasporti]
Il driver dipendente, quindi, non mette a disposizione soltanto la propria capacità di guidare: esercita un’attività per la quale la legge richiede uno specifico requisito professionale.
Ed è proprio su questo requisito che possono incidere determinate sanzioni.
Cosa rischia l’autista: sospensione e cancellazione dal ruolo
L’articolo 11-bis della legge n. 21/1992 prevede, per le inosservanze degli articoli 3 e 11 rientranti nel suo ambito applicativo, una progressione di sanzioni sul ruolo dei conducenti:
Prima
Un mese di sospensione dal ruolo
Seconda
Due mesi di sospensione dal ruolo
Terza
Tre mesi di sospensione dal ruolo
Inosservanza
Quarta
Sanzione prevista dall’articolo 11-bis
Cancellazione dal ruolo
La progressione riguarda le inosservanze contemplate dalla norma: non qualsiasi multa o violazione commessa durante il lavoro. Restano inoltre da considerare la disciplina regionale e le condizioni di applicazione al singolo caso.
L’effetto sul dipendente è concreto. La circolare ministeriale chiarisce che, durante la sospensione dal ruolo, il conducente dipendente o sostituto non può esercitare l’attività per la quale quell’iscrizione è necessaria.
Il problema, quindi, non è soltanto economico: può riguardare direttamente la possibilità di continuare a svolgere la propria professione.
«Me lo ha detto il titolare»: perché non basta a escludere i rischi
Il rapporto di lavoro non rende il conducente estraneo alla disciplina del servizio.
Non è corretto affermare che ogni irregolarità aziendale ricada automaticamente sull’autista. È però altrettanto scorretto sostenere che un dipendente non possa mai subire conseguenze personali: la normativa contempla provvedimenti che possono incidere proprio sul suo ruolo professionale. L’individuazione del responsabile richiede sempre di verificare la condotta, la disposizione violata e i presupposti della contestazione.
Per questo, di fronte a modalità operative dubbie, il driver ha un interesse diretto a chiedere chiarimenti, conoscere le regole applicabili e non considerare la sola presenza di un datore di lavoro come una garanzia di immunità.
Cosa rischia il titolare dell’autorizzazione NCC
Anche per il titolare i rischi non si esauriscono nella sanzione pecuniaria.
Occorre distinguere le conseguenze previste dal Codice della strada da quelle che interessano il ruolo dei conducenti e da quelle derivanti dalla disciplina regionale e locale. Il sistema sanzionatorio opera infatti su più livelli e non consente di ricondurre tutte le situazioni a un’unica multa.
Sul rapporto tra ruolo e autorizzazione, la circolare del 2019 chiarisce un punto importante: quando sospensione o cancellazione dal ruolo riguardano il titolare, esse producono effetti sul titolo abilitativo del servizio, poiché l’iscrizione costituisce un requisito indispensabile per il suo rilascio. La circolare descrive tale effetto come un “congelamento” della licenza o dell’autorizzazione, che non può essere utilizzata.
La regolarità del servizio, quindi, riguarda sia l’organizzazione dell’impresa sia la tutela della sua continuità operativa.
Due posizioni diverse, un interesse comune alla legalità
Titolare e autista non hanno posizioni identiche, ma entrambi hanno qualcosa da proteggere.
• Il titolare deve tutelare l’autorizzazione e la possibilità di esercitare regolarmente l’attività.
• Il driver dipendente deve tutelare i requisiti professionali necessari per lavorare.
• Entrambi devono distinguere le istruzioni operative ricevute dalle condizioni effettivamente consentite dalla legge.
La disciplina del ruolo rende evidente questo collegamento: le conseguenze possono raggiungere sia chi organizza il servizio sia chi lo esegue, secondo le rispettive responsabilità e le disposizioni applicabili.
Conoscere le norme non serve soltanto a evitare una contestazione. Serve a riconoscere quando una modalità di lavoro può mettere a rischio la propria attività o il proprio futuro professionale.
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Il tema dell’esercizio abusivo e irregolare del noleggio con conducente richiama una domanda essenziale: quali conseguenze possono ricadere sul titolare dell’autorizzazione e quali sul conducente dipendente?
Nota informativa: questo articolo offre un inquadramento generale e non sostituisce la valutazione di una specifica contestazione. Le conseguenze dipendono dalla condotta accertata, dalle disposizioni applicabili e dalla disciplina vigente al momento dei fatti.
Ultima modifica: 4 Novembre 2026
