La protesta dei tassisti non nasce soltanto dal caro carburante. Al centro ci sono soprattutto l’abusivismo, la concorrenza sleale e la richiesta di far rispettare le regole del servizio. È il messaggio di Claudio Giudici, presidente nazionale Uritaxi, intervenuto ai microfoni di Giornale Radio nella trasmissione “Corrente Alternata”, condotta da Francesco Borgonovo.

Nel corso dell’intervista, Giudici illustra le ragioni della mobilitazione e contesta una lettura che riduce le richieste della categoria a un’opposizione alla concorrenza. La questione, sostiene, è un’altra: garantire che chi opera nello stesso mercato rispetti le regole, senza consentire che servizi soggetti a discipline differenti vengano svolti, di fatto, con le medesime modalità.

Abusivismo e concorrenza sleale al centro della protesta

Rispondendo a una domanda sull’aumento dei costi del carburante, Giudici chiarisce subito la priorità della mobilitazione: il disagio della categoria riguarda anzitutto quello che definisce il «dilagante fenomeno dell’abusivismo» e la tolleranza che, a suo giudizio, le autorità riservano a determinate modalità operative.

La critica si concentra sull’impiego delle piattaforme multinazionali quando, secondo il presidente Uritaxi, consentono agli NCC di svolgere «di fatto servizio da piazza al pari dei taxi, ma senza le regole dei taxi». Non una contestazione indistinta del noleggio con conducente, dunque, ma una denuncia delle modalità di esercizio che Giudici considera una sovrapposizione irregolare al servizio taxi.

La richiesta espressa nell’intervista è che il rispetto delle norme rappresenti il punto di partenza del confronto, non un elemento sacrificabile in nome della concorrenza.

«I tassisti sono già in concorrenza gli uni con gli altri»

Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda proprio il significato di concorrenza. Giudici ricorda che i tassisti sono operatori autonomi, titolari di partita IVA, e che competono tra loro per il lavoro: una corsa acquisita da un operatore non viene effettuata da un altro.

«Qual è la caratteristica, però? Siamo tutti sottoposti alle medesime regole. […] Questa è la base della concorrenza leale».

Per il presidente Uritaxi, quindi, la contrapposizione non è tra concorrenza e assenza di concorrenza, ma tra una competizione regolata e una competizione alterata dal mancato rispetto delle condizioni previste per ciascun servizio.

Per rendere il concetto immediato, Giudici ricorre alla metafora di un gioco da tavolo: non può esserci una partita equilibrata se allo stesso risultato del dado corrispondono possibilità diverse per i partecipanti. Il richiamo è alla necessità di regole certe e rispettate, senza scorciatoie per alcuni operatori.

Il caro carburante aggrava il problema dei costi

Pur non essendo indicato come la causa principale della protesta, il caro carburante resta una componente importante delle difficoltà denunciate nell’intervista.

Giudici sottolinea che l’aumento dei prezzi non incide soltanto sul rifornimento quotidiano. Le conseguenze, osserva, si estendono alla manutenzione, ai ricambi e all’acquisto delle vetture: una pressione che interessa l’intero ciclo dei costi dell’attività.

Il rincaro del carburante si aggiunge quindi a un disagio che il presidente Uritaxi descrive come preesistente e legato soprattutto alla regolarità del mercato.

La replica a Codacons e Adusbef

Nel corso dell’intervento, Giudici risponde anche alle prese di posizione di Codacons e Adusbef successive all’annuncio della mobilitazione.

Quanto a Codacons, riferisce di aver giudicato inappropriato il richiamo preventivo a non effettuare blocchi autostradali. Il presidente Uritaxi respinge una rappresentazione conflittuale della categoria e richiama il dialogo con le forze dell’ordine e le iniziative di servizio gratuito all’utenza svolte dai tassisti durante le proteste.

Riguardo ad Adusbef, contesta invece l’idea che il caro carburante possa essere utilizzato come pretesto per fermare la concorrenza. La sua risposta torna al punto centrale dell’intervista: difendere un mercato regolamentato non significa sottrarsi alla competizione, ma chiedere che questa si svolga nel rispetto delle norme.

La mobilitazione annunciata e la richiesta al Governo

Nell’intervista Giudici annuncia uno sciopero per il 15 dicembre, con una manifestazione nazionale a Roma e iniziative di avvicinamento a Milano, Napoli e Firenze nel mese di novembre. Le date sono quelle indicate nel corso del contributo audio.

Il presidente Uritaxi precisa però che l’obiettivo resta evitare l’astensione dal servizio, attraverso risposte concrete da parte dell’esecutivo:

«L’auspicio è quello di non arrivare a scioperare».

La possibilità di scongiurare la protesta viene collegata alla capacità del Governo di dare seguito agli impegni assunti nei confronti della categoria. La mobilitazione viene quindi presentata come uno strumento per ottenere risposte, non come un fine in sé.

Ascolta l’intervista completa

L’intervento di Claudio Giudici a “Corrente Alternata” approfondisce le ragioni della protesta: contrasto all’abusivismo, concorrenza leale, aumento dei costi e rapporto con le istituzioni.

Ultima modifica: 4 Novembre 2026
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