546-fiNell’ottica di una cultura del cliente, per una sempre più alta qualità del servizio e di attenzione alle esigenze della clientela, è al via “Il 4390 ti dà la carica!”. Da questo mese, su tutti i taxi del 4390, mentre si viaggia, sarà possibile ricaricare il proprio cellulare. Ciò grazie ad un caricatore multimodello che il tassista metterà a disposizione del cliente. Troppe volte, infatti, succede ai conducenti di far salire a bordo clienti che chiedono poi di ricaricare il loro cellulare, ma che non hanno il cavetto per poterlo fare. Da oggi saranno i taxi 4390 ad esserne dotati. Un modo per andare sempre più incontro alle esigenze di chi viaggia in taxi e che già apprezza il servizio. Secondo infatti la recente indagine fatta dall’ufficio statistica del Comune di Firenze sugli utenti della Firenze Card, il pass museale ufficiale della città che consente di visitare i musei rendendo gli ingressi più agili, veloci e meno cari, oltre tre persone su quattro, tra coloro che si sono spostati in taxi, hanno espresso un giudizio positivo sul servizio. Apprezzate, in particolare, la cortesia del conducente (per il 74,9% del campione), la rapidità degli spostamenti (71,2%), e la chiarezza della tariffa (68,8%). Oltre l’85% di chi non ha utilizzato il taxi, inoltre, ha motivato la scelta (il questionario prevedeva la possibilità di dare una risposta multipla) con “Firenze è facilmente visitabile a piedi” e il 31,4% con “ha usato un altro mezzo pubblico”.
«La chiave è ‘cultura del cliente’. Siamo in un ordinamento centrato sulla figura del cittadino-lavoratore; questa è una grande conquista di civiltà – commenta il presidente del 4390 Taxi Firenze, Claudio Giudici – seppur oggi messa a dura prova dall’ideologia del lavoro a basso costo propria della globalizzazione finanziaria, ma questo non vuol dire che la qualità per il cliente debba essere un accessorio: è un must per dare dignità allo stesso lavoratore. E che il taxi fiorentino sia un servizio di qualità ce lo dice l’ennesima indagine comunale che suffraga ciò che noi e chi usa davvero il taxi diciamo».

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Ultima modifica: 5 Aprile 2016