In merito alle dichiarazioni del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sul progetto “Social Taxi” realizzato in collaborazione con Uber e sulla presunta liberalizzazione del trasporto pubblico non di linea, interviene il presidente nazionale di Uritaxi e presidente del Consorzio Taxi Move, Claudio Giudici.

«Il presidente Occhiuto sostiene che la Calabria sarebbe diventata un modello grazie ad una presunta liberalizzazione del trasporto pubblico non di linea. Ma questa ricostruzione non corrisponde alla realtà. La sentenza della Corte Costituzionale non ha liberalizzato il settore e ci chiediamo se sia stata letta con attenzione prima di essere richiamata a sostegno di questa iniziativa.

Nessun tassista è contrario a servizi che aiutino gli anziani o le persone più fragili a raggiungere le strutture sanitarie. Ci chiediamo però perché, per realizzare un progetto finanziato con risorse pubbliche, si sia scelto di coinvolgere una multinazionale americana anziché valorizzare il lavoro degli operatori del territorio, che ogni giorno garantiscono un servizio pubblico essenziale e fanno parte della comunità calabrese.

Da anni assistiamo al tentativo di presentare Uber come la soluzione ai problemi della mobilità, ma gli studi più recenti raccontano una realtà diversa: il modello favorisce gli azionisti, ma aumenta progressivamente i costi per gli utenti e comprime i redditi degli autisti. È un tema sul quale sarebbe opportuno riflettere prima di assumere decisioni che rischiano di privilegiare interessi esterni rispetto a quelli del territorio.

Per questo chiediamo la massima trasparenza sull’iniziativa annunciata dalla Regione Calabria: è giusto sapere con quali modalità sarà realizzata, quali risorse pubbliche saranno impiegate e per quale motivo non siano stati coinvolti prioritariamente i tassisti e gli altri operatori locali. Il sostegno alla mobilità delle fasce più deboli è un obiettivo condivisibile, ma non può trasformarsi in un’occasione per favorire una multinazionale a discapito del lavoro italiano».

Ultima modifica: 27 Giugno 2026